IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 98/24/CE del Consiglio, del 7 aprile 1998, sulla
protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i
rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro;
Vista la legge 29 dicembre 2000, n. 422 (Legge comunitaria 2000),
ed in particolare l'art. 1, commi 1 e 2, e l'allegato A;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 gennaio 2002;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
reso nella seduta del 31 gennaio 2002;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 1 febbraio 2002;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i
Ministri della salute, dell'economia e delle finanze, degli affari
esteri, della giustizia, per la funzione pubblica e delle attivita'
produttive;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
1. Il titolo del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
come modificato dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242, d'ora
in avanti denominato: "decreto legislativo n. 626/94", e' sostituito
dal seguente:
"Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE,
89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE,
93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42, 98/24 e 99/38 riguardanti il
miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante
il lavoro".
Art. 2.
1. Al titolo VII del decreto legislativo n. 626/94 e' aggiunto il
seguente:
"Titolo VII-bis
PROTEZIONE DA AGENTI CHIMICI
Art. 60-bis (Campo di applicazione). - 1. Il presente titolo
determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro
i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possono
derivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di
lavoro o come risultato di ogni attivita' lavorativa che comporti la
presenza di agenti chimici.
2. I requisiti individuati dal presente titolo si applicano a tutti
gli agenti chimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro,
fatte salve le disposizioni relative agli agenti chimici per i quali
valgono provvedimenti di protezione radiologica regolamentati dal
decreto legislativo n. 230 del 1995, e successive modifiche.
3. Per gli agenti cancerogeni sul lavoro, si applicano le
disposizioni del presente titolo, fatte salve le disposizioni
specifiche contenute nel titolo VII del decreto legislativo n.
626/94, come modificato dal decreto legislativo 25 febbraio 2000, n.
66.
4. Le disposizioni del presente titolo si applicano altresi' al
trasporto di agenti chimici pericolosi, fatte salve le disposizioni
specifiche contenute nei decreti ministeriali 4 settembre 1996, 15
maggio 1997, 28 settembre 1999 e decreto legislativo 13 gennaio 1999,
n. 41, di attuazione della direttiva 94/55/CE, nelle disposizioni del
codice IMDG del codice IBC e nel codice IGC, quali definite
dall'articolo 2 della direttiva 93/75/CEE, nelle disposizioni
dell'accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci
pericolose per vie navigabili interne (ADN) e del regolamento per il
trasporto delle sostanze pericolose sul Reno (ADNR), quali
incorporate nella normativa comunitaria e nelle istruzioni tecniche
per il trasporto sicuro di merci pericolose emanate alla data del 25
maggio 1998.
5. Le disposizioni del presente titolo non si applicano alle
attivita' comportanti esposizione ad amianto che restano disciplinate
dalla normativa specifica.
Art. 60-ter (Definizioni). - 1. Ai fini del presente titolo si
intende per:
a) agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da
soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti,
utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante
qualsiasi attivita' lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente
o no e siano immessi o no sul mercato;
b) agenti chimici pericolosi:
1) agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai
sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive
modifiche, nonche' gli agenti che corrispondono ai criteri di
classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto.
Sono escluse le sostanze pericolose solo per l'ambiente;
2) agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai
sensi del decreto legislativo 16 luglio 1998, n. 285, e successive
modifiche, nonche' gli agenti che rispondono ai criteri di
classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto.
Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l'ambiente;
3) agenti chimici che, pur non essendo classificabili come
pericolosi, in base ai punti 1) e 2), possono comportare un rischio
per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro
proprieta' chimico-fisiche chimiche o tossicologiche e del modo in
cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli
agenti chimici cui e' stato assegnato un valore limite di esposizione
professionale;
c) attivita' che comporta la presenza di agenti chimici: ogni
attivita' lavorativa in cui sono utilizzati agenti chimici, o se ne
prevede l'utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la
produzione, la manipolazione, l'immagazzinamento, il trasporto o
l'eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale
attivita' lavorativa;
d) valore limite di esposizione professionale: se non
diversamente specificato, il limite della concentrazione media
ponderata nel tempo di un agente chimico nell'aria all'interno della
zona di respirazione di un lavoratore in relazione ad un determinato
periodo di riferimento; un primo elenco di tali valori e' riportato
nell'allegato VIII-ter;
e) valore limite biologico: il limite della concentrazione del
relativo agente, di un suo metabolita, o di un indicatore di effetto,
nell'appropriato mezzo biologico; un primo elenco di tali valori e'
riportato nell'allegato VIII-quater;
f) sorveglianza sanitaria: la valutazione dello stato di salute
del singolo lavoratore in funzione dell'esposizione ad agenti chimici
sul luogo di lavoro;
g) pericolo: la proprieta' intrinseca di un agente chimico di
poter produrre effetti nocivi;
h) rischio: la probabilita' che si raggiunga il potenziale nocivo
nelle condizioni di utilizzazione o esposizione.
Art. 60-quater (Valutazione dei rischi). - 1. Nella valutazione di
cui all'art. 4, il datore di lavoro determina, preliminarmente
l'eventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo di lavoro
e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori
derivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo in considerazione
in particolare:
a) le loro proprieta' pericolose;
b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal
produttore o dal fornitore tramite la relativa scheda di sicurezza
predisposta ai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52 e
16 luglio 1998, n. 285 e successive modifiche;
c) il livello, il tipo e la durata dell'esposizione;
d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di
tali agenti, compresa la quantita' degli stessi;
e) i valori limite di esposizione professionale o i valori limite
biologici; di cui un primo elenco e' riportato negli allegati
VIII-ter ed VIII-quater;
f) gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da
adottare;
g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di
sorveglianza sanitaria gia' intraprese.
2. Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro indica quali
misure sono state adottate ai sensi dell'articolo 60-quinquies e, ove
applicabile, dell'articolo 60-sexies. Nella valutazione medesima
devono essere incluse le attivita', ivi compresa la manutenzione, per
le quali e' prevedibile la possibilita' di notevole esposizione o
che, per altri motivi, possono provocare effetti nocivi per la salute
e la sicurezza, anche dopo che sono state adottate tutte le misure
tecniche.
3. Nel caso di attivita' lavorative che comportano l'esposizione a
piu' agenti chimici pericolosi, i rischi sono valutati in base al
rischio che comporta la combinazione di tutti i suddetti agenti
chimici.
4. Fermo restando quanto previsto dai decreti legislativi 3
febbraio 1997, n. 52, e 16 luglio 1998, n. 285, e successive
modifiche, il fornitore o il produttore di agenti chimici pericolosi
e' tenuto a fornire al datore di lavoro acquirente tutte le ulteriori
informazioni necessarie per la completa valutazione del rischio.
5. La valutazione del rischio puo' includere la giustificazione che
la natura e l'entita' dei rischi connessi con gli agenti chimici
pericolosi rendono non necessaria un'ulteriore valutazione
maggiormente dettagliata dei rischi.
6. Nel caso di un'attivita' nuova che comporti la presenza di
agenti chimici pericolosi, la valutazione dei rischi che essa
presenta e l'attuazione delle misure di prevenzione sono predisposte
preventivamente. Tale attivita' comincia solo dopo che si sia
proceduto alla valutazione dei rischi che essa presenta e
all'attuazione delle misure di prevenzione.
7. Il datore di lavoro aggiorna periodicamente la valutazione e,
comunque, in occasione di notevoli mutamenti che potrebbero averla
resa superata ovvero quando i risultati della sorveglianza medica ne
mostrino la necessita'.
Art. 60-quinquies (Misure e principi generali per la prevenzione
dei rischi). - 1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 3,
devono essere eliminati i rischi derivanti da agenti chimici
pericolosi o ridotti al minimo mediante le seguenti misure:
a) progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul
luogo di lavoro;
b) fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e
relative procedure di manutenzione adeguate;
c) riduzione al minimo del numero di lavoratori che sono o
potrebbero essere esposti;
d) riduzione al minimo della durata e dell'intensita'
dell'esposizione;
e) misure igieniche adeguate;
f) riduzione al minimo della quantita' di agenti presenti sul
luogo di lavoro in funzione delle necessita' della lavorazione;
g) metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che
garantiscono la sicurezza nella manipolazione, nell'immagazzinamento
e nel trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici pericolosi
nonche' dei rifiuti che contengono detti agenti chimici.
2. Se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in
relazione al tipo e alle quantita' di un agente chimico pericoloso e
alle modalita' e frequenza di esposizione a tale agente presente sul
luogo di lavoro, vi e' solo un rischio moderato per la sicurezza e la
salute dei lavoratori e che le misure di cui al comma 1 sono
sufficienti a ridurre il rischio, non si applicano le disposizioni
degli articoli 60-sexies, 60-septies, 60-decies, 60-undecies.
Art. 60-sexies (Misure specifiche di protezione e di prevenzione).
- 1. Il datore di lavoro, sulla base dell'attivita' e della
valutazione dei rischi di cui all'articolo 60-bis, provvede affinche'
il rischio sia eliminato o ridotto mediante la sostituzione, qualora
la natura dell'attivita' lo consenta, con altri agenti o processi
che, nelle condizioni di uso, non sono o sono meno pericolosi per la
salute dei lavoratori. Quando la natura dell'attivita' non consente
di eliminare il rischio attraverso la sostituzione il datore di
lavoro garantisce che il rischio sia ridotto mediante l'applicazione
delle seguenti misure nell'indicato ordine di priorita':
a) progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli
tecnici, nonche' uso di attrezzature e materiali adeguati;
b) appropriate misure organizzative e di protezione collettive
alla fonte del rischio;
c) misure di protezione individuali, compresi i dispositivi di
protezione individuali, qualora non si riesca a prevenire con altri
mezzi l'esposizione;
d) sorveglianza sanitaria dei lavoratori a norma degli articoli
60-decies e 60-undecies.
2. Salvo che non possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento
di un adeguato livello di prevenzione e di protezione, il datore di
lavoro, periodicamente ed ogni qualvolta sono modificate le
condizioni che possono influire sull'esposizione, provvede ad
effettuare la misurazione degli agenti che possono presentare un
rischio per la salute, con metodiche standardizzate di cui e'
riportato un elenco non esaustivo nell'allegato VIII-sexties o in
loro assenza, con metodiche appropriate o con particolare riferimento
ai valori limite di esposizione professionale e per periodi
rappresentativi dell'esposizione in termini spazio temporali.
3. Se e' stato superato un valore limite di esposizione
professionale stabilito dalla normativa vigente il datore di lavoro
identifica e rimuove le cause dell'evento, adottando immediatamente
le misure appropriate di prevenzione e protezione.
4. I risultati delle misurazioni di cui al comma 2 sono allegati ai
documenti di valutazione dei rischi e resi noti ai rappresentanti per
la sicurezza dei lavoratori. Il datore di lavoro tiene conto delle
misurazioni effettuate ai sensi del comma 2 per l'adempimento degli
obblighi conseguenti alla valutazione dei rischi di cui
all'articolo 60-quater. Sulla base della valutazione dei rischi e dei
principi generali di prevenzione e protezione, il datore di lavoro
adotta le misure tecniche e organizzative adeguate alla natura delle
operazioni, compresi l'immagazzinamento, la manipolazione e
l'isolamento di agenti chimici incompatibili fra di loro; in
particolare, il datore di lavoro previene sul luogo di lavoro la
presenza di concentrazioni pericolose di sostanze infiammabili o
quantita' pericolose di sostanze chimicamente instabili.
5. Laddove la natura dell'attivita' lavorativa non consenta di
prevenire sul luogo di lavoro la presenza di concentrazioni
pericolose di sostanze infiammabili o quantita' pericolose di
sostanze chimicamente instabili, il datore di lavoro deve in
particolare:
a) evitare la presenza di fonti di accensione che potrebbero dar
luogo a incendi ed esplosioni, o l'esistenza di condizioni avverse
che potrebbero provocare effetti fisici dannosi ad opera di sostanze
o miscele di sostanze chimicamente instabili;
b) limitare, anche attraverso misure procedurali ed organizzative
previste dalla normativa vigente, gli effetti pregiudizievoli sulla
salute e la sicurezza dei lavoratori in caso di incendio o di
esplosione dovuti all'accensione di sostanze infiammabili, o gli
effetti dannosi derivanti da sostanze o miscele di sostanze
chimicamente instabili;
6. Il datore di lavoro mette e disposizione attrezzature di lavoro
ed adotta sistemi di protezione collettiva ed individuale conformi
alle disposizioni legislative e regolamentari pertinenti, in
particolare per quanto riguarda l'uso dei suddetti mezzi in atmosfere
potenzialmente esplosive.
7. Il datore di lavoro adotta misure per assicurare un sufficiente
controllo degli impianti, apparecchi e macchinari, anche mettendo a
disposizione sistemi e dispositivi finalizzati alla limitazione del
rischio di esplosione o dispositivi per limitare la pressione delle
esplosioni.
8. Il datore di lavoro informa i lavoratori del superamento dei
valori limite di esposizione professionale, delle cause dell'evento e
delle misure di prevenzione e protezione adottate e ne da'
comunicazione all'organo di vigilanza.
Art. 60-septies (Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze).
- 1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 12 e 13 e al
decreto ministeriale 10 marzo 1998, il datore di lavoro, per
proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori dalle conseguenze
di incidenti o di emergenze derivanti dalla presenza di agenti
chimici pericolosi sul luogo di lavoro, predispone procedure di
intervento adeguate da attuarsi al verificarsi di tali eventi. Tale
misure comprendono esercitazioni di sicurezza da effettuarsi a
intervalli regolari e la messa a disposizione di appropriati mezzi di
pronto soccorso.
2. Nel caso di incidenti o di emergenza, il datore di lavoro adotta
immediate misure dirette ad attenuarne gli effetti ed in particolare,
di assistenza, di evacuazione e di soccorso e ne informa i
lavoratori. Il datore di lavoro adotta inoltre misure adeguate per
porre rimedio alla situazione quanto prima.
3. Ai lavoratori cui e' consentito operare nell'area colpita o ai
lavoratori indispensabili all'effettuazione delle riparazioni e delle
attivita' necessarie, sono forniti indumenti protettivi, dispositivi
di protezione individuale ed idonee attrezzature di intervento che
devono essere utilizzate sino a quando persiste la situazione
anomala.
4. Il datore di lavoro adotta le misure necessarie per approntare
sistemi d'allarme e altri sistemi di comunicazione necessari per
segnalare tempestivamente l'incidente o l'emergenza.
5. Le misure di emergenza devono essere contenute nel piano di cui
al decreto 10 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 81 del 7 aprile 1998. In particolare nel piano
vanno inserite:
a) informazioni preliminari sulle attivita' pericolose, sugli
agenti chimici pericolosi, sulle misure per l'identificazione dei
rischi, sulle precauzioni e sulle procedure, in modo tale che servizi
competenti per le situazioni di emergenza possano mettere a punto le
proprie procedure e misure precauzionali;
b) qualunque altra informazione disponibile sui rischi specifici
derivanti o che possano derivare dal verificarsi di incidenti o
situazioni di emergenza, comprese le informazioni sulle procedure
elaborate in base al presente articolo.
6. Nel caso di incidenti o di emergenza i soggetti non protetti
devono immediatamente abbandonare la zona interessata.
Art. 60-octies (Informazione e formazione per i lavoratori). - 1.
Fermo restando quanto previsto agli articoli 21 e 22, il datore di
lavoro garantisce che i lavoratori o i loro rappresentanti dispongano
di:
a) dati ottenuti attraverso la valutazione del rischio e
ulteriori informazioni ogni qualvolta modifche importanti sul luogo
di lavoro determinino un cambiamento di tali dati;
b) informazioni sugli agenti chimici pericolosi presenti sul
luogo di lavoro, quali l'identita' degli agenti, i rischi per la
sicurezza e la salute, i relativi valori limite di esposizione
professionale e altre disposizioni normative relative agli agenti;
c) formazione ed informazioni su precauzioni ed azioni adeguate
da intraprendere per proteggere loro stessi ed altri lavoratori sul
luogo di lavoro;
d) accesso ad ogni scheda dei dati di sicurezza messa a
disposizione dal fornitore ai sensi dei decreti legislativi
3 febbraio 1997, n. 52 e 16 luglio 1998, n. 285, e successive
modifiche.
2. Il datore di lavoro assicura che le informazioni siano:
a) fornite in modo adeguato al risultato della valutazione del
rischio di cui all'articolo 60-quater. Tali informazioni possono
essere costituite da comunicazioni orali o dalla formazione e
dall'addestramento individuali con il supporto di informazioni
scritte, a seconda della natura e del grado di rischio rivelato dalla
valutazione del rischio;
b) aggiornate per tener conto del cambiamento delle circostanze.
3. Laddove i contenitori e le condutture per gli agenti chimici
pericolosi utilizzati durante il lavoro non siano contrassegnati da
segnali di sicurezza in base a quanto disposto dal decreto
legislativo 14 agosto 1996, n. 493, il datore di lavoro provvede
affinche' la natura del contenuto dei contenitori e delle condutture
e gli eventuali rischi connessi siano chiaramente identificabili.
4. Il produttore e il fornitore devono trasmettere ai datori di
lavoro tutte le informazioni concernenti gli agenti chimici
pericolosi prodotti o forniti secondo quanto stabilito dai decreti
legislativi 3 febbraio 1997 n. 52, e 16 luglio 1998, n. 285, e
successive modifiche.
Art. 60-novies (Divieti). - 1. Sono vietate la produzione, la
lavorazione e l'impiego degli agenti chimici sul lavoro e le
attivita' indicate all'allegato VIII-quinquies.
2. Il divieto non si applica se un agente e' presente in un
preparato, o quale componente di rifiuti, purche' la concentrazione
individuale sia inferiore al limite indicato nello stesso allegato.
3. In deroga al divieto di cui al comma 1, possono essere
effettuate, previa autorizzazione, le seguenti attivita':
a) attivita' a fini esclusivi di ricerca e sperimentazione
scientifica, ivi comprese le analisi;
b) attivita' volte ad eliminare gli agenti chimici che sono
presenti sotto forma di sottoprodotto o di rifiuti;
c) produzione degli agenti chimici destinati ad essere usati come
intermedi.
4. Ferme restando le disposizioni di cui al presente titolo, nei
casi di cui al comma 3, lettera c), il datore di lavoro evita
l'esposizione dei lavoratori, stabilendo che la produzione e l'uso
piu' rapido possibile degli agenti come prodotti intermedi avvenga in
un sistema chiuso dal quale gli stessi possono essere rimossi
soltanto nella misura necessaria per il controllo del processo o per
la manutenzione del sistema.
5. Il datore di lavoro che intende effettuare le attivita' di cui
al comma 3 deve inviare una richiesta di autorizzazione al Ministero
del lavoro e delle politiche sociali che la rilascia sentito il
Ministero della salute e la regione interessata. La richiesta di
autorizzazione e' corredata dalle seguenti informazioni:
a) i motivi della richiesta di deroga;
b) i quantitativi dell'agente da utilizzare annualmente;
c) il numero dei lavoratori addetti;
d) descrizione delle attivita' e delle reazioni o processi;
e) misure previste per la tutela della salute e sicurezza e per
prevenire l'esposizione dei lavoratori.
Art. 60-decies (Sorveglianza sanitaria). - 1. Fatto salvo quanto
previsto dall'articolo 60-quinquies, comma 2, sono sottoposti alla
sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 16 i lavoratori esposti
agli agenti chimici pericolosi per la salute che rispondono ai
criteri per la classificazione come molto tossici, tossici, nocivi,
sensibilizzanti, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo.
2. La sorveglianza sanitaria viene effettuata:
a) prima di adibire il lavoratore alla mansione che comporta
esposizione;
b) periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicita'
diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione
riportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai
rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori, in funzione della
valutazione del rischio e dei risultati della sorveglianza sanitaria;
c) all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. In tale
occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le
eventuali indicazioni relative alle prescrizioni mediche da
osservare.
3. Il monitoraggio biologico e' obbligatorio per i lavoratori
esposti agli agenti per i quali e' stato fissato un valore limite
biologico. Dei risultati di tale monitoraggio viene informato il
lavoratore interessato. I risultati di tal monitoraggio, in forma
anonima, vengono allegati al documento di valutazione dei rischi e
comunicati ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori.
4. Gli accertamenti sanitari devono essere a basso rischio per il
lavoratore.
5. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente,
adotta misure preventive e protettive particolari per singoli
lavoratori sulla base delle risultanze degli esami clinici e
biologici effettuati. Le misure possono comprendere l'allontanamento
del lavoratore secondo le procedure dell'articolo 8 del decreto
legislativo 15 agosto 1991, n. 277.
6. Nel caso in cui all'atto della sorveglianza sanitaria si
evidenzi, in un lavoratore o in un gruppo di lavoratori esposti in
maniera analoga ad uno stesso agente, l'esistenza di effetti
pregiudizievoli per la salute imputabili a tale esposizione o il
superamento di un valore limite biologico, il medico competente
informa individualmente i lavoratori interessati ed il datore di
lavoro.
7. Nei casi di cui al comma 6, il datore di lavoro deve:
a) sottoporre a revisione la valutazione dei rischi effettuata a
norma dell'articolo 60-quater;
b) sottoporre a revisione le misure predisposte per eliminare o
ridurre i rischi;
c) tenere conto del parere del medico competente nell'attuazione
delle misure necessarie per eliminare o ridurre il rischio;
d) prendere le misure affinche' sia effettuata una visita medica
straordinaria per tutti gli altri lavoratori che hanno subito
un'esposizione simile.
8. L'organo di vigilanza, con provvedimento motivato, puo' disporre
contenuti e periodicita' della sorveglianza sanitaria diversi
rispetto a quelli definiti dal medico competente.
Art. 60-undecies (Cartelle sanitarie e di rischio). - 1. Il medico
competente, per ciascuno dei lavoratori di cui all'articolo 60-decies
istituisce ed aggiorna una cartella sanitaria e di rischio custodita
presso l'azienda, o l'unita' produttiva, secondo quanto previsto
dall'articolo 17, comma 1, lettera d), e fornisce al lavoratore
interessato tutte le informazioni previste dalle lettere e) ed f)
dello stesso articolo. Nella cartella di rischio sono, tra l'altro,
indicati i livelli di esposizione professionale individuali forniti
dal Servizio di prevenzione e protezione.
2. Su richiesta, e' fornita agli organi di vigilanza copia dei
documenti di cui al comma 1.
3. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le cartelle
sanitarie e di rischio sono trasmesse all'ISPESL.
Art. 60-duodecies (Consultazione e partecipazione dei lavoratori).
- 1. La consultazione e partecipazione dei lavoratori o dei loro
rappresentanti sono attuate ai sensi delle disposizioni di cui al
Titolo I, Capo V.
Art. 60-ter decies (Adeguamenti normativi). - 1. Con decreto dei
Ministri del lavoro e delle politiche sociali e della salute,
d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome, e' istituito senza oneri per lo
Stato, un comitato consultivo per la determinazione e l'aggiornamento
dei valori limite di esposizione professionale e dei valori limite
biologici relativi agli agenti chimici. Il Comitato e' composto da
nove membri esperti nazionali di chiara fama in materia tossicologica
e sanitaria di cui tre in rappresentanza del Ministero della salute
su proposta dell'Istituto superiore di sanita', dell'ISPESL e della
Commissione tossicologica nazionale, tre in rappresentanza della
Conferenza dei Presidenti delle regioni e tre in rappresentanza del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche su proposta
dell'Istituto italiano di medicina sociale. Il Comitato si avvale del
supporto organizzativo e logistico della direzione generale della
tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali.
2. Con uno e piu' decreti dei Ministri del lavoro e delle politiche
sociali e della salute d'intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, sentiti il
Ministro per le attivita' produttive, la Commissione di cui al com-ma
1 e le parti sociali, sono recepiti i valori di esposizione
professionale e biologici obbligatori predisposti dalla Commissione
europea, sono altresi' stabiliti i valori limite nazionali anche
tenuto conto dei valori limite indicativi predisposti dalla
Commissione medesima e sono aggiornati gli allegati VIII-ter, quater,
quinquies e sexies in funzione del progresso tecnico, dell'evoluzione
di normative e specifiche comunitarie o internazionali e delle
conoscenze nel settore degli agenti chimici pericolosi.
3. Con i decreti di cui al comma 2 e' inoltre determinato il
rischio moderato di cui all'articolo 60-quinquies, comma 2, in
relazione al tipo, alle quantita' ed alla esposizione di agenti
chimici, anche tenuto conto dei valori limite indicativi fissati
dalla Unione europea e dei parametri di sicurezza.
4. Nelle more dell'emanazione dei decreti di cui al comma 2, con
uno o piu' decreti dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali
e della salute, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome, possono essere
stabiliti, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, i parametri per l'individuazione del
rischio moderato di cui all'articolo 60-quinquies, comma 2, sulla
base di proposte delle associazioni di categoria dei datori di lavoro
interessate comparativamente rappresentative, sentite le associazioni
dei prestatori di lavoro interessate comparativamente
rappresentative. Scaduto inutilmente il termine di cui al precedente
periodo, la valutazione del rischio moderato e' comunque effettuata
dal datore di lavoro".
Art. 3.
Sanzioni
1. All'articolo 89, comma 2, lettera a), del decreto legislativo n.
626/1994 dopo le parole: "56, comma 2; 58;" aggiungere le seguenti:
"60-quater, commi da 1 a 3, 6 e 7; 60-sexies; 60-septies; 60-novies,
commi 1, 3, 4 e 5; 60-decies, comma 7;".
2. All'articolo 89, comma 2, lettera b), del decreto legislativo n.
626/1994 dopo le parole: "56, comma 1; 57:" aggiungere le seguenti:
"60-octies, commi 1, 2 e 3, 60-decies, commi 1, 2, 3, e 5;".
3. All'articolo 90, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n.
626/1994 dopo le parole: "55, comma 1, 3 e 4; 58;" aggiungere le
seguenti: "60-quater, commi da 1 a 3, 6 e 7; 60-sexies; 60-septies;
60-novies, commi 1, 3, 4 e 5; 60-decies, comma 7,".
4. All'articolo 90, comma 1, lettera b), del decreto legislativo n.
626/1994 dopo le parole: "56, comma 1, 57:" aggiungere le seguenti:
"60-sexies, comma 8; 60-decies, commi 1, 2, 3, e 5;".
5. All'articolo 92, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n.
626/1994 dopo le parole: "17, comma 1, lettere b), d), h) e l)"
aggiungere le seguenti: "60-decies, comma 3, primo periodo e comma 6;
60-undecies;".
Art. 4.
Norme transitorie
1. I datori di lavoro che alla data di entrata in vigore del
presente decreto, gia' svolgono attivita' rientranti nel suo campo di
applicazione, devono conformarsi alle presenti disposizioni entro tre
mesi dalla predetta data.
Art. 5.
Abrogazioni
1. Il Capo II e gli allegati I, II, III, IV e VIII del decreto
legislativo 15 agosto 1991, n. 277 sono abrogati.
2. Il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 77, e' abrogato.
3. Le voci da 1 a 44 e 47 della tabella allegata al decreto del
Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, sono abrogate.
Art. 6.
Disposizioni finali
1. In relazione a quanto disposto dall'articolo 117, comma quinto,
della Costituzione e fatto salvo quanto previsto dalla legge di
procedura dello Stato di cui al medesimo articolo 117, le
disposizioni del presente decreto si applicano per le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano che non abbiano ancora
provveduto per la parte di propria competenza al recepimento della
direttiva 98/24/CE, fino alla data di entrata in vigore della
normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia autonoma.
Tale normativa di attuazione e' adottata nel rispetto dei principi
fondamentali desumibili dal presente decreto.
Art. 7.
1. Al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive
modifiche, sono aggiunti i seguenti allegati:
Allegato VIII-ter
(articolo 60-ter, comma 1, lettera d)
VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE PROFESSIONALE
EINECS CAS NOME AGENTE VALORI LIMITE NOTAZIONE
8 ore4 Breve
Termine5
mg/m3 Ppm mg/m3 ppm
5 3 7
Piombo inorganico e
suoi composti 0,15
1. EINECS European Inventory of Existing Chemical Substances.
2. CAS Chemical Abstract Service Registry Number.
3. La notazione Pelle attribuita ai valori limite di esposizione
indica la possibilita' di assorbimento significativo attraverso la
pelle.
4. Misurato e calcolato rispetto ad un periodo di riferimento di
8 ore.
5. Valore limite al di sopra del quale non vi deve essere
esposizione e si riferisce ad un periodo di 15 minuti se non
altrimenti specificato.
6. mg/m3 milligrammi per metro cubo di aria a 20o C e 101,3 Kpa.
7. ppm parti per milione di aria (ml/m2).
Allegato VIII-quater
(art. 60-ter, comma 1, lettera e)
VALORI LIMITE BIOLOGICI OBBLIGATORI E PROCEDURE DI SORVEGLIANZA
SANITARIA
Piombo e suoi composti ionici.
1. Il monitoraggio biologico comprende la misurazione del livello
di piombo nel sangue (PdB) con l'ausilio della spettroscopia ad
assorbimento atomico o di un metodo che dia risultati equivalenti. Il
valore limite biologico e' il seguente: 60 mg Pb/100 ml di sangue.
Per le lavoratrici in eta' fertile il riscontro di valori di
piombemia superiori a 40 microgrammi di piombo per 100 millilitri di
sangue comporta, comunque, allontanamento dall'esposizione.
2. La sorveglianza sanitaria si effettua quando:
l'esposizione a una concentrazione di piombo nell'aria,
espressa come media ponderata nel tempo calcolata su 40 ore alla
settimana, e' superiore a 0,075 mg/m3;
nei singoli lavoratori e' riscontrato un contenuto di piombo
nel sangue superiore a 40 mg Pd/100 ml di sangue.
Allegato VIII-quinquies
(art. 60-novies, comma 1)
DIVIETI
a) Agenti chimici
N. EINECS (1) N. CAS (2) Nome dell'agente Limite di concen-
trazione per
l'esenzione
- - - -
202-080-4 91-59-8 2-naftilammina e 0.1% in peso
suoi sali
202-177-1 92-67-1 4-amminodifenile 0,1% in peso
e suoi sali
202-199-1 92-87-5 Benzidina e suoi 0,1% in peso
sali
202-204-7 92-93-3 4-nitrodifenile 0,1% in peso
| Direttore intrdipartimentale
Stato di origine | dell'industria competente
---------------------------------------------------------------------
|Nord-Pas-de-Calais 941, rue
|Charles Bourseul B.P. 838 59508
Belgio |Douai Cedex
---------------------------------------------------------------------
|Fays-de-la-Loire Cap 44 3, rue
Danimarca |Marcel Sembat 44049 Nantes Cedex
---------------------------------------------------------------------
Italia |
---------------------------------------------------------------------
a) Valle d'Aosta, Piemonte, |
Lombardia, Emilia, Trentino-Alto |Rhônes-Alpes 11, rue Curie 69456
Adige, Friuli-Venezia Giulia |Lyon Cedex 3
---------------------------------------------------------------------
|Provence-Côte d'Azur-Corse 37,
|boulevard Perier 13285 Marseille
b) Altre regioni |Cedex 8
---------------------------------------------------------------------
|Lorraine 1, rue Eugene Schneider
Lussemburgo |57045 Metz Cedex
---------------------------------------------------------------------
|Nord-Pas-de-Calais 941, rue
|Charles Bourseul B.P. 838 59508
Paesi Bassi |Douai Cedex
---------------------------------------------------------------------
Repubblica Federale Tedesca |
---------------------------------------------------------------------
a) Rhenanie, Westphalie |Nord-Pas-de-Calais 941, rue
Basse-Saxe Schleswig-Holstein |Charles Bourseul B.P. 838 59508
Hambourg, Brême |Douai Cedex
---------------------------------------------------------------------
b) Bade-Wurtemberg, Baviere, |Alsace 6, rue d'Ingwiller 67082
Hesse, Rhenanie-Palatinat, Berlin |Strasbourg Cedex
---------------------------------------------------------------------
|Lorraine 1, rue Eugene Schneider
c) Sarre |57045 Metz Cedex
---------------------------------------------------------------------
|Ile-de-France 152, rue de Picous
Regno Unito |75570 Paris Cedex 12
---------------------------------------------------------------------
|Ile-de-France 152, rue de Picous
Irlanda |75570 Paris Cedex 12
b) Attivita' lavorative: Nessuna
(1) EINECS European Inventory of Existing Commercial Chemical
Substance
(2) CAS Chemical Abstracts Service
Allegato VIII-sexties
(articolo 60-sexies, comma 2)
|Atmosfera nell'ambiente di lavoro. Definizione
|delle frazioni granulometriche per la misurazione
UNI EN 481:1994 |delle particelle aerodisperse.
---------------------------------------------------------------------
|Atmosfera nell'ambiente di lavoro. Requisiti
|generali per le prestazioni dei procedimenti di
UNI EN 482:1998 |misurazione degli agenti chimici.
---------------------------------------------------------------------
|Atmosfera nell'ambiente di lavoro. Guida alla
|valutazione dell'esposizione per inalazione a
|composti chimici ai fini del confronto con i valori
UNI EN 689 1997 |limite e strategia di misurazione.
---------------------------------------------------------------------
|Atmosfera nell'ambiente di lavoro. Campionatori
|diffusivi per la determinazione di gas e vapori.
UNI EN 838 1998 |Requisiti e metodi di prova.
---------------------------------------------------------------------
|Atmosfera nell'ambiente di lavoro. Tubi di
|assorbimento mediante pompaggio per la
|determinazione di gas e vapori. Requisiti e metodi
UNI EN 1076:1999 |di prova.
---------------------------------------------------------------------
|Atmosfera nell'ambiente di lavoro. Sistemi di
|misurazione di breve durata con tubo di
UNI EN 1231 1999 |rivelazione. Requisiti e metodi di prova.
---------------------------------------------------------------------
|Atmosfera nell'ambiente di lavoro. Pompe per il
|campionamento personale di agenti chimici.
UNI EN 1232: 1999|Requisiti e metodi di prova.
---------------------------------------------------------------------
UNI EN 1540:2001 |Atmosfera nell'ambiente di lavoro. Terminologia.
---------------------------------------------------------------------
|Atmosfera nell'ambiente di lavoro. Pompe per il
|campionamento di agenti chimici con portate
UNI EN 12919:2001|maggiori di 5 l/min. Requisiti e metodi di prova.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 2 febbraio 2002
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri e, ad interim, Ministro
degli affari esteri
Buttiglione, Ministro per le politiche
comunitarie
Maroni, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali
Sirchia, Ministro della salute
Tremonti, Ministro dell'economia e
delle finanze
Castelli, Ministro della giustizia
Frattini, Ministro per la funzione
pubblica
Marzano, Ministro delle attivita'
produttive
Visto, il Guardasigilli: Castelli